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Non so chi è Dio (Trivella / Scaratti) |
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Non so chi è Dio è un inno per la pace, prima di tutto interiore. Non c’è religione, non c’è filosofia, non c’è un giusto o sbagliato. L’uomo ha gia dentro di sé la verità, nella sua parte più intima e nascosta. E’ in questo buio che l’uomo impara ad amare, ad ascoltare, a perdonare...ad amare. Non c’è altro luogo in cui possono nascere questi sentimenti. La religione, Dio, il perdono non sono concetti astratti, non sono pensieri filosofici ma nascono solo quando un uomo li cerca e li trova dentro di se. La prima parte della canzone pone una condizione a questa ricerca: la perdita di qualcosa o di qualcuno di importante. La perdita, l’abbandono ricercati coscientemente o subiti aprono un abisso in cui l’uomo crede di non vedere più Dio ma in realtà si sta avvicinando sempre di più a lui. E’ un contrasto cromatico buio/luce, è un accordo che scende al limite e che improvvisamente sale, come in un risveglio. Al di la della religione, al di la della ragione c’è nebbia fitta, nel luogo dei paesaggi dell’anima. |
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