??? - Ilario Trivella

Avevo 6 anni quando mi arrampicavo in piedi sulla sedia più alta di casa, prendevo un cucchiaio ed osservavo i sassolini che componevano il mio pavimento della cucina.
Iniziava lì la mia storia con la musica...con un pubblico immobile, attento, appunto...di marmo...ed io cantavo...
Le canzoni mi ronzavano veloci nella testa e nelle varie epoche, a seconda della musica che ascoltavo mi buttavo in alcuni strumenti...fu Kurt a farmi fare il primo giro di do con la chitarra, fu Amadeus a insegnarmi la prima scala in sol maggiore con il violino... (saluto l’eccezionale insegnante Daniela Fusha! Sei la più grande!).
Poi mi sono buttato nel teatro, prima quello classico, poi in quello sperimentale.
Per diversi anni ho frequentato corsi e compagnie finché un giorno mi volò addosso l’occasione di cantare in uno di questi spettacoli.
Si riaprì per me un cerchio interrotto ed iniziai ad approfondire la mia voce.
E’ stato un viaggio e ancora oggi è un viaggio perché la voce prima di uscire gira dentro, raccoglie tutto quello che c’è ed esce.
Ringrazio la mia bravissima insegnante di canto, Elena Pernis, che da due anni mi accompagna nella scoperta di questi viaggi prima di tutto interiori.
Credo che quando si suona, quando si canta, come in ogni arte si apre un varco.
I dhope con i loro testi, le loro armonie manifestano questa ricerca e trasmettono lo stupore di entrare ed uscire dal paesaggio dell’anima di ciascuno... ed il viaggio continua!


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